lunedì 28 febbraio 2011

Lezioni di Cucina Parmigiana: i tortelli


Quante e poi quante volte mi sono ripromessa di andare "in pellegrinaggio", di cucina in cucina, da amiche e conoscenti ... per imparare come si fanno i TORTELLI. Letture su letture non bastano a "far i tortelli", ho bisogno di "vedere" almeno una volta come si fannooooooo! Leggi di qua, sfoglia di la, compra il libro in dialetto borghigiano (vi diro' piu' avanti!) sbircia nelle cucine ma ... il momento tanto atteso ahime' non arriva e, se arriva e con questo, anche l'invito a partecipare al tortello day!!!! la disponibilita' non sempre combacia!
E allora ... che fare???
Mai darsi per vinti o persi; c'e' sempre qualche bella novita' che ci attende dietro l'uscio!
Per esempio, il fermento che coinvolge le belle testoline dei nostri figlioli che, lungi dall'essere amanti del posto fisso e del lavoro da dipendente, si inventano vite e occupazioni "su misura".
Ultimo, ma solo in ordine di tempo!!!!, l'avvio o meglio la prosecuzione di un avviatissimo esercizio produttivo di pasta fresca-surgelata !
Opera della Premiata Ditta Maggino & C.
cioe' della mia carissima amica che sostiene e incoraggia una conosciutissima attivita' artigianale di produzione di pasta, passata nelle mani dei figli.
Dove????
Ma qui, nell'Ombelico del Borgo!
Un'attivita' del tutto artigianale dove, le linee di produzione usano il sicuro metodo della trafilatura a bronzo per la preparazione delle diverse tipologie di pasta.
L'abbattimento a bassa temperatura delle paste ripiene e non, immediatamente seguente le preparazioni, consente la conservazione delle propeieta' nutrizionali ma soprattutto la conservazione dei sapori che ricordano quelli della pasta di casa!
Ottime ricette, scelta accurata delle materie prime e cura artigianale nella trasformazione degli ingredienti, danno vita ad un prodotto di qualita' e rispetto delle tradizioni artigianali della nostra Regione!
Sembrano uscite dalle mani di antiche "sfogline" queste paste ripiene che abbiamo potuto degustare!!! e, almeno per un po', mettiamo da parte l'ansia di imparare per godere di questi piccoli bocconi di tradizione!




Cominciamo con il TORTELLO DI RADICCHIO: radicchio trevigiano che si sposa con ricotta freschissima e Parmigiano, adeguatamente stagionato.

condito con:
burro e salvia


TORTELLO DI PATATE
con sugo ai funghi e abbondante Parmigiano: ricetta tipica delle nostre colline!


Ma non e' finita qui ...
dopo questi assaggi ci aspettano, nelle loro belle bustine ordinate ed etichettate:
il TORTELLO D'ERBETTA : il classico ... ma speciale!!!
il TORTELLO DI ZUCCA dolce ma non stucchevole ... senza mostarda ehhh ... mica siamo a Mantova!
i CAPPELLETTI della tradizione, con stracotto,
gli ANOLINI cioe' i GALLEGGIANTI delle Feste,
le CHICCHE della NONNA,
gli  GNOCCHI di patate
e
i PISAREI


a breve "le istruzioni per l'uso".

Bon Appetit!

Sua maesta', il Parmigiano


A proposito di cucina parmigiana ... perche' non menzionare in quante preparazioni entra sua Maesta' il Parmiguano Reggiano????
Gia' molto ho detto e scritto su queste pagine, in occasione di Giovedi' rosa dedicati al Re dei nostri formaggi

ma questa ricettina val la pena di riportarla perche' veloce, pratica e simpatica: una sana merenda, uno spezzadigiuno ... un aperibuffet!!!! Questi in particolare sono entrati nel must della stagione invernale.

INGREDIENTI:
250gr di latte
100 gr farina bianca 00 + 100 gr di farina gialla (rimacinata di semola)
100 gr di burro
100 gr di Parmigiano Reggiano stagionato (30 mesi!)
20 gr di zucchero
1 bustina di lievito (o utilizzo della farina bianca con lievito) dipende da cosa si ha in dispensa!
2 uova , sale, pepe
burro e farina per gli stampini

che fare:
sgusciare le due uova in una ciotola e mescolare le due farine setacciando, unire il sale, il pepe e lo zucchero con il lievito.
Stemperare 250 gr di latte, versato a filo, aggiungere il burro fuso ma raffreddato e mescolare con frusta a gancio per non far formare i grumi.
Ho usato il bicchiere grande dellla planetaria con coltello a lame fisse.
Imburrare e infarinare gli stampi (ho usato i pirottini di carta per i muffin e gli stampi in teflon per le ciambelline!), riempire a tre quarti gli stampini con la miscela ottenuta e passare in forno a 180°C per 30' circa.



Si possono rosolare a parte fettine di pancetta, quanti sono i muffin, per renderle croccanti.
 Accomodare le fette di pancetta nei muffin tagliati a meta' 
oppure
pulire un cioppettino di indivia, sgrondarla, porla su un piatto di portata, accomodare sopra i muffin.
Accompagnare con una salsina preparata con:
250 gr di yogurt naturale
sale pepe ed erba cipollina tritata.

Bon Appetit!

venerdì 25 febbraio 2011

Meglio tardi che ... mai: cucina parmigiana atto primo

Senza saperlo ;-) bugia ... Mi ero avviata sulla strada della mitica cucina del "Borgo" gia' da gennaio ... cogliendo l'occasione di sperimentare alla grande! Come???? Ma grazie ai figli sicuramente!!!!
Finalmente riesco a recuperarne la documentazione: come promesso ecco il famoso risottino dell'inaugurazione al "Duecento50 cafe'", grazie alla sollecitudine di Betty *_*!


l'arrivo in tavola tra le mani di Andrea:

ed ecco la ricettina del nostro
R I S O T T O alla P A R M I G I A N A
Ingredienti:
5 kg di riso SUPERFINO ARBORIO o VIALONE
5 cipolle affettate sottilissime con mandolina
250 gr di burro
1 bottiglia di Prosecco
7 l. di brodo di cappone
1 kg di Parmigiano Reggiano grattugiato

che fare:
in una capace pentola mettere a scaldare il brodo di cappone a fiamma moderata.
In un'altra pentola "super" far sciogliere dolcemente il burro e rosolarvi la cipolla, fino a farla diventare trasparente, aggiungere il riso e tostarlo fino a quando diventa traslucido. Versare con moderazione il prosecco e farlo assorbire lentamente. Evaporato il vino cominciare ad aggiungere il brodo, pochi mestoli per volta, in modo che il riso rimanga costantemente coperto di brodo.
Mescolare in continuazione per portarlo a cottura: ci vorranno un buon 15'. Assaggiare e regolare di sale.
A cottura avvenuta, togliere dal fuoco e mantecare con burro ed abbondante Parmigiano.
Assaggiare ed eventualmente aggiungere altro parmigiano ed una spolveratina di pepe macinato al momento.
Versare il risotto pronto nella mezza forma di Parmigiano svuotato del contenuto e servire ...


 a "cucchiaio" ai festosi presenti!


Ed altra libidine la 

F O N T A N A   di   P R O S C I U T T O    C R U D O:
il  "D O L C E"  di PARMA 
che non ha bisogno di commenti, data la notorieta' ormai raggiunta a livello mondiale!

e lo si puo' indovinare anche dalla velocita' di svuotamento della sua bella impalcatura: neanche il tempo di un "click!" ed i piani superiori avevano preso il volo. Questo grazie alle ottime scelte dei "ragazzi" del Duecento50cafe': qualita', bonta' e sapiente scelta!




martedì 22 febbraio 2011

Cioccolato a Parma


Far due passi in centro a Parma, all'ora dell'aperitivo e scorgere, come in un poetico miraggio, da lontano, degli eleganti gazebo bianchi: quattordici gazebo, allestiti per una tre giorni,  in piazza Garibaldi . Ospitano i migliori maestri cioccolatieri e le eccellenze provenienti da ogni parte d’Italia; presentano al pubblico il meglio delle loro produzioni.

Avevo letto sulla Gazzetta che, venerdì 18 febbraio in Piazza Garibaldi, si sarebbe aperta  la terza edizione della kermesse “Cioccolato Puro”, appuntamento organizzato da CNA Parma in collaborazione con Acai, dedicato al più goloso prodotto della tradizione artigianale: il cioccolato.

In un gazebo dedicato ho potuto vedere realizzate vere opere artistiche , cioccolato puro tramutato in sculture!
Cosi' mi sono lustrata gli occhi ma, anche il palato e' stato blandito dalle microrealizzazioni dei maestri cioccolatieri ... barrette tutte uguali, ben impilate, geometricamente disposte; splendide praline , nella loro sferica rotondita', lucide, con le diverse sfumature dei diversi caratteri: fondente, extra, grand cru ... peccato non avere la macchina fotografica per immortalare questo trionfo di cioccogolosita'.

L’obiettivo dell’evento era quello di far cogliere al consumatore non solo la bontà del “cioccolato puro”, cioe' prodotto utilizzando soltanto burro di cacao come unico grasso vegetale, ma anche far conoscere l’aspetto artistico che si nasconde dentro "l'innocenza peccaminosa" di  uno dei prodotti più consumati e amati.

L’evento ha voluto sottolineare, ancora una volta come le produzioni artigianali siano talmente ricche di tradizione, qualità e versatilità da non temere il confronto con nessun altro genere di prodotto. Credo che l'obiettivo sio stato centrato: queste realizzazioni  hanno "messo in mostra" l'abilita', no, meglio la maestria declinata in mille forme, dimensioni e sapori!

Questo e' stato il PROGRAMMA: ricco, variegato, esplosione dei mille aspetti comunicativi e aggregativi del cioccolato!
VENERDI 18 FEBBRAIO 2011
Apertura al pubblico: ore 10.00-20.00
Impara l’arte:laboratorio didattico realizzato dai maestri cioccolatieri
Minimondi Point, i libri i bambini e il cioccolato

SABATO 19 e DOMENICA 20 FEBBRAIO 2011
Apertura al pubblico: ore 10.00-20.00
Ore 10.30
Cerimonia di inaugurazione alla presenza delle Autorità
Dalle 10 alle 20
Impara l’arte: laboratorio didattico realizzato dai maestri cioccolatieri

Dalle 10 alle 20
Minimondi Point, i libri i bambini e il cioccolato

Dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30
Casa dolce casa: impianto scenografico realizzato dalla Tribù del Cucù
improvvisazioni teatrali a cura della Compagnia TraAttori

Dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30
Parla con me… di cioccolata: interviste e riprese ai passanti realizzate dai giornalisti della Casa Editrice Edicta e scatti fotografici a cura dei professionisti dell’Unione CNA Comunicazione

Dalle 15 alle 19
La scienza del cioccolato: esperimenti scientifici a cura dell’associazione culturale Googol
I bar della piazza hanno inoltre aderito con iniziative a tema



Enjoy!

venerdì 18 febbraio 2011

Mini pie di Storione


Queste tortine salate, sono nate dalla fantasia di un avanzo, si, un piccolo trancio di storione che ha trovato nuova vita, il giorno seguente ad una cena, rigorosamente di pesce ma, dove si e' abbondato in portate ... ahime'!
Che fare dunque: l'alternativa era un sughetto per la pasta ma, dato il rimpinzamento precedentemente effettuato, ho preferito nascondere il pesce, a piccoli pezzi, in un guscio di croccante brisèe (mon amour).

Ecco gli ingredienti per 6 tortine:
250 gr di pasta brisèe pronta (ne tengo sempre un po' nel congelatore per "attacchi" di fantasia improvvisi)
o preparata con
200 gr di farina 00
100 gr di burro morbido a T° ambiente
acqua fredda gasata
per il ripieno delle tortine:
2 spicchi d'arancia spellati a vivo
un trancio di storione anche gia' cotto 100 / 150 gr
una cipolla affettata con la mandolina
1 zucchina di media grandezza
olio, sale, una macinata di pepe.

che fare: decongelare la pasta o intridere farina leggermente salata con il burro morbido ottenendo il briciolame. Aggiungere acqua fredda e gasata fino ad ottenere una consistenza manipolabile dell'impasto quindi riporre la palla ottenuta in frigo, per circa 30', avvolta in pellicola.
Far saltare nell'olio caldo la cipolla affettata sottilmente e la zucchina anch'essa affettata a rondelle. Lasciar appassire e salare moderatamente, aggiungere una macinata di pepe  o a piacere altre spezie.
Portare a cottura le verdure e lasciar raffreddare.
Togliere l'impasto dal frigo e stendere la pasta nello spessore desiderato. Predisporre la carta forno sugli stampi da tartelletta, ritagliare l'impasto steso con gli stampi stessi e rovesciare la pasta ritagliata sulla carta forno preparata. Al centro della pasta, in ogni tartelletta, predisporre un letto di verdure, qualche dadino del filetto di storione. Memore del successo ottenuto dal connubio storione e arancia, non ho trascurato di spellare a vivo due spicchi grandi d'arancia rossa e dividendola in minibocconi, cospargerla nei diversi tortini con il relativo succo!
Chiudere poi le tortine con un altro disco di pasta brisèe sigillandola bene con le dita bagnate. Pennellare con un po' d'acqua e porre in forno caldo e ventilato, a 200°C per 30' circa.


Piccola nota sullo storione:
e' un pesce facilmente reperibile sui nostri mercati perche' d'allevamento ( un po' meno per noi, qui, che lo dobbiamo prenotare... *_*).
 Ha una carne molto delicatata ed e' semplice da preparare in quanto e' praticamente privo di squame e spine!!! Il massimo per i bambini a tavola.

Noi lo troviamo a tranci e si presta a diverse cotture: secondo un consiglio de La Cucina Italiana, lo storione puo' essere cucinato come la carne di vitello alla quale viene spesso paragonato.

Bon Appetit!

mercoledì 16 febbraio 2011

La "trasferta" della cucina parmigiana


Ricevo e, volentieri vi parlo di questo libro, scritto da Maria Cristina Cignatta, che ho gia' avuto modo di conoscere, anche se solo telefonicamente (per ora) ;-) ma ci siamo ripromesse un happening a breve!
E devo dire che mi e' piaciuta molto l'idea che la nostra cucina, di eccellenze peraltro, vada in giro per il mondo con i suoi sapori, profumi ... tesori! E in lingua inglese ... Non per nulla siamo la Food valley italiana, non per nulla celebriamo le nostre eccellenze in numerose e diverse manifestazioni eno-gastronomiche, lungo tutto il corso dell'anno.
Metto quindi da parte la mia "milanesitudine" e, come gia' piu' volte ripetuto con le amiche del cuore, da quest'anno mi buttero' anima, mente e manine sante ad "interiorizzare" la cucina di qui.
E' molto che me lo riprometto ma, la mia stramaledetta voglia di novita' (sono o non sono una Gemelli doc???), mi ha sempre spinta verso lidi aperibuffet e amouse-bouche ...
E' giunta l'ora di cominciare ad imparare a tirare di sfoglia, a preparare "il pieno" e il brodo "di terza" come si comanda in quel di Borgo: promesso!!!!
Ma una boccata di glocal ci vuole.
Con Maria Cristina sara' anche bello inventare un nuovo "Giovedi' Rosa", dopo la pausa di riflessione dell'inverno ... Perche' non inaugurare l'arrivo della Primavera (ma ... tornera'?) con questo "bookoncino" in lingua inglese e con Maria Cristina che ci racconta la sua storia di figlia d' Arte ... Potrebbe essere una bella idea.
Intanto che "matura" il progetto e' possibile andare a sfogliare qualche pagina del libro, sul blog della Valceno: guardate qui
http://valcenoweb.blogspot.com/2011/02/buon-appetito-taste-of-traditional.html?showComment=1297868294899#c4730437045226467449

Intanto anch'io sto studiando, leggendo, cercando ... a presto le sperimentazioni!

Enjoy!
  

lunedì 14 febbraio 2011

Quando l'amore passa per la gola!

Pensierino dai fornelli di casa: anche l'amore passa per la gola!


e allora, anche se torni tardi, anche se non e' piu' il primo, quello del batticuore, quello che non scordi mai ... anche se ormai ti ancori alle maniglie dell'ammmmmore,anche se conosci ogni piccolo vizio e le piu' grandi virtu', anche se sai perfettamente cosa dira' prima che apra bocca ...
questa sera un piccolo sforzo ci puo' stare!
Apri il frigo: c'e' quel rotolo di pasta sfoglia che ormai sta per scadere e la ricotta che sabato ERA freschissima; ti occorrono esattamente 10 minuti per tirar fuori il tagliabiscotti a cuore, siiiii ... quello abbandonato nell'ultimo cassetto!
Prendine uno grande ed uno medio e incomincia a srotolare la pasta sfoglia.
Accendi il forno e ritagliadalla pastasfoglia 8 biscotti grandi; i primi quattro vanno pennellati con un po' d'acqua, gli altri quattro vanno ritagliati con il tagliabiscotti medio.
 Ricavi cosi' anche quattro cuori piccoli all'interno!
Sovrapponi a quello pennellato d'acqua il cuore a cornice schiacciando leggermente: otterrai dei vol au vent che metterai in forno a 220°C insieme ai cuoricini per 15 minuti.


Hai intanto il tempo di mescolare molto bene la ricotta ( e te ne servono 100 gr circa) con 2 cucchiaiate di Parmigiano grattugiato, un filino di olio (quello giusto!) e mescolare con molta energia, per ridurre il tutto a crema morbida ben amalgamata.
Nel frattempo i cuoricini saranno pronti: lascia raffreddare e abbassa con la coda di un coltello la parte centrale che, in cottura, sara' lievitata. Hai pronto il vol au vent da farcire con la cremina di ricotta sulla quale spolvererai un pizzicone di peperoncino tritato non troppo fine (un po' di piccante non guasta per la serata) e completerai con il cuore piccolo che avrai spolverato di parmigiano prima di metterlo in forno.
Finisci il tutto con una macinata di paprika forte.
Et voila'! L'apero' di San Valentino e' pronto, per il seguito ho preparato una zuppa calda calda e morbida morbida di fagioli (un mix di tutti i tipi! con aggiunta di una manciata di lenticchie e ceci) cotta lenta lenta in cocotte, con un bello spicchio d'aglio rosso e una cucchiaiata di olio al peperoncino.
Che la serata sia piccante!

N:B: se sei piu' portata per i dolci, i cuoricini possono essere riempiti con la ricotta mescolata con panna e cubetti di frutta candita o un cucchiaio della tua/sua marmellata preferita: sempre vol au vent sono, piccoli scrigni di piacere e che sia dolce o salato ... pochissimo importa.



Besitos!

Bocconi di salute: Storione e Arancia


Sempre in tema di arance, perche' non coniugarle con il pesce?!!!
La mia e' stata una vera e piacevole scoperta: lo storione lo dobbiamo prenotare per averne dei tranci cosi' belli: e' fresco e le sue carni piacevolmente saporite, morbide ma non grasse.
Di solito il trancio di pescespada finisce in forno, al cartoccio, per conservarne umore e morbidezza ... 
 lo storione, grazie alla maggiore consistenza delle carni, si asciuga ma non diventa stopposo anche a "cartoccio aperto"! 
 
La mia dolce meta' ha provveduto agli acquisti, come al solito e, in presenza di queste belle "rosse di Sicilia", abbiamo sperimentato l'abbinamento con il pesce.

INGREDIENTI per 4 p.:
1 cipolla sbucciata
4 arance rosse possibilmente bio altrimenti con la buccia ben lavata e spazzolata
2 trance di storione fresco ( il nostro era circa  800 gr.)
olio e.v.o.
fior di sale
cosa fare:
affettare sottilmente la cipolla con una mandolina e appoggiare gli anelli sulla carta forno stesa su una leccarda.
Affettare sottilmente 3 arance senza sbucciarle e sovrapporre i tranci di storione.
Cospargere di fior di sale e aggiungere un filino di olio.
Porre in forno gia' caldo a 180°C per circa mezz'ora, anche di piu' se lo spessore dei tranci e' molto alto!
Irrorare il pesce, a meta' cottura, con il succo di 1/2 arancia e, poco prima di togliere dal forno, con il succo della restante 1/2 arancia.
Non e' necessario rivoltare il pesce che va servito con il fondo di arance nel quale e' cotto.

Bon Appetit!






giovedì 10 febbraio 2011

Cremini Fantasia


Della serie: come recupero quei bocconcini che rimangono nella teglia, nella padella, nel frigo?
Dispiace sempre buttare tutto nell'umido, allora ... via di fantasia!
Il boccale del Mixer mi guarda dalla sua bella mensola ordinata, invitandomi ad un MIX di sapori e colori.
Cosi', da bravi, i bocconcini e i piccoli avanzi, trovano la loro pace in pochi giri di lama:

INGREDIENTI:
1 panino di piccole dimensioni
1 cucchiaio di "ragu ragu"
1 piccola porzione di pollo lessato
2 / 3 piccoli pezzi di formaggio (provolone dolce/gorgonzola)
2 belle uova
sale, pepe
1 cucchiaio di olio e.v.o

e che fare:
ammollare il panino affettato in poco latte caldo e poi strizzarlo accuratamente.
Unire nel boccale il pane e gli "avanzi" cercando di armonizzare i sapori!
Tritare alla media velocita'
Unire le uova e, aumentando la velocita', frullare fino a che il composto non sia ben amalgamato.
Aggiustare di sale, aggiungere una macinatina di pepe ed eventualmente, un cucchiaio di olio per ammorbidire l'impasto.
Tagliare un pezzo di carta forno a misura della teglia che si desidera utilizzare (io ne ho usata una bassa e quadrata), bagnarla e strizzarla. Porla nella teglia stendendola bene.
Scaldare il forno, versare l'impasto nella teglia e livellarlo con cura. Porlo nel forno ormai caldo a 180°C per circa 30'.
Sfornare a cottura ultimata e lasciar raffreddare molto bene.
Tagliare a quadretti e servirli in piccole piramidi sfalsate oppure utilizzare i quadretti per farcire finger-bread ... a piacere per una merenda o aperitivo veloce ma saporito.


Soprattutto furbo e antispreco!




Bon Appetit!

mercoledì 9 febbraio 2011

Il givaway! Si, a casa del Cavoletto super super super ...

Non ho la cocotte di Le Creuset (http://www.lecreuset.es/it-it/) ma mi sono sempre piaciute le cotture lunghe, lente ... profumose, che spandono i loro sentori per casa!  Non ho la "Le Creuset" ma una "cocotte" in ghisa che, per me, svolge un lavoro meraviglioso sulle lunghe distanze!!! E' con questo "oggetto del desiderio" che realizzo le cotture invernali e coccolose.
Per questo ho deciso di partecipare al concorso del Cavoletto piu' carino e famoso della rete: http://www.cavolettodibruxelles.it/
Vorrei partecipare con una lunga cottura di  V E R D U R E che, per una come me, preferibilmente vegetariana, e' il massimo!!!!
Una  R A T A T O U I L L E  quindi, calda, profumata e coloratissima per scaldare e colorare una bella sera invernale.

INGREDIENTI:

DUE VERDURE DI TUTTO O "MULTIPLI" DI DUE

2 cipolle
4 zucchine scure
1 melanzana
6 carote
un bel pezzo di zucca
2 patate
2 peperoni : uno rosso e uno giallo
un cucchiaio abbondante di olio e.v.o
3 foglie di alloro
3 cucchiaini di sale grosso con herbes de Provence (i miei sali :-)!)

PER ACCOMPAGNARE:
3 pugni di Riso Vialone semplicemente bollito
oppure
200 gr di pasta nel formato che piace di piu'
oppure
1 pizzicone di misto spezie orientali: ras el hanout jaune
1 tazza di cous cous precotto da far rinvenire in tre tazze di brodo caldo e mantecare con  50 gr di burro

Che fare:
mondare le verdure e lavarle sotto acqua corrente.
Tagliare a tocchi piuttosto grossi la melanzana, prendere la cocotte in ghisa e metterci un dito d'acqua in cui far sobbollire la melanzana per farla spurgare dall'acqua amara!




Eliminare l'acqua, ormai scura, dopo una decina di minuti, scolandola nel lavandino.
Porre l'olio sul fondo della cocotte e rosolarvi i tocchi di melanzana.
Affettare sottilmente le verdure e partendo dalle patate farle tostare nell'olio man mano che sono pronte.
Nell'ordine:sopra le melanzane, le patate, le carote, le cipolle, la zucca, le zucchine, i peperoni ... rimestando accuratamente perche' si insaporiscano ben bene!




Aggiungere il sale e rimescolare. Lavare le tre foglie di alloro e asciugarle.
Porle sopra le verdure e rimescolare.
Nel frattempo il sale avra' fatto buttare acqua di vegetazione alle verdure che servira' per portarle a cottura senza aggiungere altri liquidi!
Abbassare il fuoco sotto la cocotte e lasciar cuocere molto lentamente per circa 1h. e 30'.

Servo di solito, accompagnando queste verdure stufate con un semplice cous cous aromatizzato con RAS EL HANOUT JAUNE (spezia che aromatizza i piatti della cucina orientale : coriandoolo, curcuma, carvi, cumino, sale, fienogreco, finocchio, peperoncino piccante!)

Bon Appetit!

martedì 8 febbraio 2011

A proposito d'Arancia:gamberetti confit ...


Quanto ho cercato e sperimentato per questi gamberi *_* !
Esperimenti, ricerche, pasticci e ... sospiri!
Desiderio di un corso di cucina mai realizzato e, non perche' non lo volessi fare ma perche' ... non e' piu' stato riproposto.
Ed io me lo ero perso ...
Ma le amicizie, le conoscenze, il passa-parola possono fare miracoli.
E' per un puro miracolo che sono venuta in possesso di questa bella ricettina che sperimentata mi ha riportato il gusto, i profumi e il sapore di questi gamberetti che chiamo "confit" per quella leggera caramellizzazione che il miele conferisce loro!!!
Evviva poi l'arancia che mi ha permesso tante e poi tante sperimentazioni!!!

Ecco dunque gli ingredienti:

300 gr di gamberi grigi (se possibile freschi o , alla mal parata, decongelati)
1 cipolla
una noce di burro buono
un'arancia tagliata a rondelle sottili (possibilmente bio, dato che e' da consumare con la buccia)
un cucchiaio di miele integro o melata
fior di sale (ho la fortuna di avere quello di Guerande ma, va benissimo anche il nostro di Cervia!)
zeste di  buccia d'arancia
un bicchierino di Cognac
un pizzico di peperoncino in polvere
un pizzicone di paprika piccante

Come fare:
in una padella fondere il burro e rosolare la cipolla tagliata fine fine con la mandolina. Aggiungere i gamberi, lavati e tagliati sul dorso per ripulirli dal budellino.
Farli saltare, polverizzare con sale e peperoncino.
Aggiungere il Cognac e fiammeggiare.
Mettere da parte i gamberi appena hanno raggiunto un bel colorino rosa.
Nel fondo di cottura, far rosolare le fette di arancia con un bel pizzicone di paprika piccante.
Appena le arance saranno morbide, riunire i gamberi e aggiungere una piccola quantita' di zeste di buccia d'arancia.
Versare sopra al tutto, il cucchiaione di miele e far caramellare rimestando delicatamente per non rompere le rondelle d'arancia che saranno ormai arrivate ad essere molto simili ad una confettura ma ... dal gradevolissimo gusto agro-dolce-piccantino!


Provare per credere!
E
"Bon Appetit!!!!"

Piccoli morsi di salute

Con questo rigore intorno cosa c’e’ di piu’ bello che guardare i ricami della neve sugli alberi ma … dalla finestra di casa, al calduccio e comodi comodi con un bel vestaglione che ti avvolge *-*!!!!


Ma una bella cassetta di arance mi attende: reperita dalla mia dolce meta’, con amore per i miei esperimenti… cerca che ti ricerca (volevo una nuova ricetta per la marmellata!) e trovo questa sul sito de “La cucina Italiana"


INGREDIENTI:



300 gr di arance
200 gr di zucchero
Il succo di 1 arancia + 70 gr di zucchero

PROCEDIMENTO:
lavare e spazzolare le arance senza sbucciarle. Affettarle sottilmente e poi sbollentarle per tre volte cambiando l’acqua ad ogni volta (ho aggiunto sempre acqua bollente ed ho lasciato sobbollire per 15’)
Raccogliere poi le fettine d’arancia in una casseruola con lo zucchero e il succo dell’arancia, aggiungere il resto dello zucchero e cuocere per altri 30’.
Passare al mixer senza tritare troppo.

Direi che l’esperimento e’ stato positivo anche se la marmellata e’ risultata molto dolce.

Fatte le debite proporzioni ho utilizzato 1600 gr di arance con 1000 gr di zucchero, il succo di 5 arance ed ho aggiunto ancora 300 gr di zucchero … decisamente trooooopppppi!

Allora, viste le rimostranze di chi non gradisce le bucce nella marmellata, sono tornata al classico.


MARMELLATA D’ARANCE A MODO MIO


INGREDIENTI:
1200 gr di arance con 600 gr di zucchero

PROCEDIMENTO:
con un pilucchino ho tolto la buccia evitando di comprendere nel taglio la pellicina bianca.
Ho messo a sbollentare le bucce ed ho cambiato per tre volte l’acqua in modo che perdessero l’amaro …
ho pelato a vivo le arance e, tagliate poi a rondelle, le ho messe nella pentola, le ho coperte con lo zucchero.
Ho cominciato a cuocere a fuoco molto lento, in modo che lo zucchero si sciogliesse per bene, senza bruciare. Ho continuato a cuocere rimestando per 1h e 30’.

Ho frullato la polpa ormai cotta per renderla omogenea ed ho continuato la cottura per altrettanto tempo.

Nel frattempo ho tagliato a zeste le bucce ormai cotte e ne ho aggiunto una manciatina alla marmellata!

Le restanti bucce sono in un bel barattolo con lo zucchero che aspettano di essere caramellate ed una parte di bucce sono a seccare sul termosifone … mi serviranno in qualche nuova sperimentazione belle secche o le tritero’ per farne “polvere magica”!