sabato 27 febbraio 2010

caffe' artistici...continua!

Per il nostro incontro "intorno al caffe'" ci sono alcune sorprese:
IL MAESTRO DI GROLLA
che ci deliziera' con il
Caffè alla valdostana - Coppa dell'amicizia

La Coppa dell'Amicizia è una delle bevande più straordinarie della Vallée, da bersi in allegra compagnia, al termine di una giornata fredda e, quest'anno, ne abbiamo avute abbastanza...
Ma da dove nasce questa bellissima tradizione?Prendete una regione dalle tradizioni millenarie, un gruppo di persone in vacanza, una serata in allegria dopo una bella giornata. Prendete tutto questo e avrete la Coppa dell'Amicizia, il simbolo del calore con cui il turista viene accolto in Valle d'Aosta. Come altri oggetti dell'artigianato locale, la "Coupe de l'Amitié" è passata alla storia nella sua forma originale: bassa, larga e munita dei caratteristici beccucci che servono per bere "à la ronde".
Passando di mano in mano, la "Coupe" dispensa a ciascuno la propria razione di caffè alla Valdostana, con un ampio margine per ripetere il giro più e più volte. Difficilmente si beve sempre dallo stesso beccuccio, e questo conferisce al rito quel tocco di promiscuità che crea aggregazione e coinvolgimento. Che crea amicizia, appunto.
Ma è bene fare una precisazione: la Coppa dell'Amicizia non va confusa con la Grolla, come molti fanno in modo errato, oggetto dalla forma più allungata e di ben diverse origini. Un'antichissima leggenda valdostana vuole che la Grolla provenga nientemeno che dal mitico Santo Graal. E perché non crederci dal momento che in Valle d'Aosta storia e leggenda, nei secoli, si rincorrono e si confondono continuamente.
Ecco la ricetta di questa bevanda ideale nella stagione che sta arrivando, da sorseggiare in piacevole compagnia, circondati da allegria, magari al termine di una giornata sugli sci, o al ritorno da un'escursione con racchette, o da un giro di shopping... comunque sia!
Ingredienti:


4 tazzine di caffé caldo
2 tazzine di grappa,
1 tazzina di Ginepy,

4 cucchiai di zucchero,
1 arancio (o 1 un limone).
Mettere i liquori, lo zucchero la scorza dell'arancio e un po' di succo dell'arancia a scaldare in un pentolino, finché lo zucchero non sarà sciolto. Intanto passate un po' di succo di arancio intorno al foro del coperchio, quindi cospargere di zucchero. Versare poi nella coppa i liquori e il caffé e accendervi il fuoco all'interno. Dopo un minuto mettere il coperchio sulla coppa, cosicché si spenga il fuoco ed... incominciate il rito!!!
DAI... FACCIAMOLO INSIEME ;-)
Inoltre...
avremo ancora con noi:
le ragazze della ceramica Raku

che gia' sono state nostre ospiti nelle precedenti edizioni dei Giovedi' Rosa con i loro "manufatti creativi" di pregio e originalita'!
Grazie alla loro disponibilita' avremo presenti anche
Raffaella e Roberta Bellani con i loro quadri.

La sig. Gemma Raboni poi ci riportera' in un angolo della memoria con i suoi "coppi" finenente decoupati ma...in tridimensionale!

Non mancate dunque al nostro appuntamento con l'arte!





lunedì 22 febbraio 2010

LOCANDINA GIOVEDI' ROSA

“Caldo come l'inferno,
 nero come il desiderio,
puro come un angelo,
dolce come l'amore”:
 IL CAFFE'
Ti aspettiamo
GIOVEDI' 4 MARZO dalle 17,00 alle 19,00
allo Scarlet Wine Cafe'
per "I CAFFE' ARTISTICI"
non solo i caffe' creativi di Betty:
tornano allo Scarlet
 le "mani creative"
delle signore di Fidenza....continua!

domenica 21 febbraio 2010

I LIBRI CHE TROVERETE SUL TAVOLONE



Caffè Babilonia

“Un incantevole storia d’amore che illumina le magiche qualità della cucina persiana”di Marsha Mehran.
Marjan è nata in Persia, terra ricca di sapori e profumi, e fin dall’infanzia ha imparato a coltivare la maggiorana e l’angelica dorata. A causa della rivoluzione khomenista però è stata costretta a lasciare il suo paese ed è finita a Ballinacroagh, un villaggio dell’Irlanda Occidentale, insieme alle sorelle più piccole. Lottando contro i pregiudizi ed il clima piovoso del villaggio Marjan intraprende un’avventura, quella di aprire un caffè, Caffè Babilonia. I profumi di cardamono e acqua di rose, di basmati e dragoncello, di santoreggia e curcuma attirano anche gli abitanti più restii e catturano l’attenzione anche dei lettori. Sfogliando le pagine di questo libro sembra quasi di poter gustare le sue zuppe di melograno e sorseggiare il tè dal samovar all’interno del locale dalle pareti color vermiglio. Ma purtroppo non basta un profumo invitante ad evitare lo scontro razziale e i problemi aumentano quando la sorella di Marjan, Layla, si innamora di Malachy McGuire, figlio del boss del villaggio, proprietario di numerosi bar e ristoranti, il quale non vede ovviamente di buon occhio Caffè Babilonia. Un romanzo “delizioso” in tutti i sensi che con leggerezza e un filo di ironia riesce ad affrontare anche temi delicati dell’incontro tra culture diverse.

L’autrice è iraniana ed anche lei come il suo personaggio ha dovuto abbandonare l’Iran dopo la rivoluzione khomeinista; è fuggita in Argentina con i genitori, i quali hanno aperto un caffè mediorientale ed ora vive in Irlanda con il marito. Un romanzo che ha molto di autobiografico quindi! Il tocco in più è una ricetta iraniana all’inizio di ogni capitolo del romanzo, cui poi Marjan si dedicherà nelle pagine successive.
LA TAZZINA DEL DIAVOLO
Stewart Lee Allen racconta un anno della sua vita in viaggio sulle Vie del caffè per ripercorrere la storia di questa bevanda fin quasi a tracciare un insolito paradigma del progresso della civiltà. Dal Kenia risale in Etiopia nella città di Harrar dove ha avuto inizio la civiltà del caffè. Il viaggio prosegue per molte altre località, infine giunge in Turchia, passa da Vienna e assapora la tradizione dei famosi caffè viennesi; approda a Londra e a Parigi prima di raggiungere la Normandia e salpare per il Nuovo Mondo. E il tour finisce in una scorribanda sgangherata sulla route 66 da New York a Los Angeles.
Stewart Lee Allen e’ un giornalista reporter nato in California ma che ha vissuto a Katmandu, Sydney, Brooklyn e Calcutta. Ha scritto un altro libro, edito da Feltrinelli che mi piacerebbe leggere:NEL GIARDINO DEL DIAVOLO. Storia lussuriosa dei cibi proibiti … e chissa’ che non mi ispiri qualche altro giovedi’ ;-)
GUSTO AMARO
La poverta’ nella tua tazza di caffe’
Il caffè è come l'oro. Tutti vogliono averlo ma pochi diventano ricchi. Il crollo del suo prezzo significa la rovina per milioni di persone. Per altri può significare la ricchezza. Alla borsa di New York e Londra si decidono ricchezza e povertà. Oggi il prezzo dei chicchi verdi non copre più i costi di produzione e la crisi ricade su 25 milioni di contadini, ridotti in assoluta povertà. Il libro raccoglie testimonianze e ricerche che raccontano la crisi e propone alternative per costruire un mercato equo.


Mi ha suggerito questa lettura la dott.sa Maria Monti della nostra biblioteca civica. Come tutto cio’ che mi viene consigliato da lei, e’ una lettura molto interessante e mi ha aperto una finestra sull’itinerario caffe’ un po’ diversa dalla versione romantica e misteriosa delle letture che ho fatto finora. Quanto cosata la nostra tazzina del caffe’ a chi la produce e cosa cambia nella vita dei produttori cio’ che per noi e’ una breve pausa di caldo piacere… da sapere.


BIBLIOGRAFIA DEL CAFFÈ


• Caffè in Cucina. Debora Bionda & Carlo Vischi. Prefazione di Ferran Adrià. Edizioni Gribaudo
Un vero e proprio esercizio di stile in chiave gastronomica sul caffè”: dalle origini del caffè fino alle ricette. Il libro è ispirato dal desiderio di far uscire la nera bevanda dal rito tradizionale che lo vuole “solo” in una calda tazzina fumante.


• Coffee roots. Viaggio alle radici del caffè. Vittorio Castellani (Chef Kumalé)
Dall'Africa all'Asia, dall'Europa ai Balcani. Dal Medio Oriente al Sud Est Asiatico.
Un sottile ma vibrante filo rosso unisce tutti questi luoghi e ne segna la memoria come una magia che si ripete: il caffè.


• Caffeina. Bennet Alan Weinberg, Bonnie K. Bealer. Donzelli 2000
Storia, cultura e scienza della sostanza più famosa del mondo.


• Caffè. Apogeo, 2007
Guida alla conoscenza e alla scoperta dei sapori: dalle piccole curiosità alla storia, dalle tradizioni agli usi cosmetici, dalle valenze per la casa alla cucina. Un libro leggero sul caffè.


• Il libro completo del caffè. Maria Linardi, Enrico Maltoni, Manuel Terzi. De Agostini, 2005
Partendo dalla diffusione dei chicchi dal Corno d'Africa al mondo occidentale, passando per quello arabo, il volume prende in esame origini e caratteristiche botaniche, metodi di raccolta e trattamenti, miscele e preparazioni.
Non mancano consigli pratici e una sezione con suggerimenti e ricette.
• Profumo di caffè. Aldo Santini. Pacini Fazzi, 1998

Per esaltare l'intelligenza e pensare, pensare, pensare.

• Piccola enciclopedia del caffè. Alain Stella. Rizzoli (collana Piccole Enciclopedie), 2002
Tutti i segreti e le curiosità su un piccolo piacere della vita: il caffé. Il libro è rivolto a tutti coloro che vogliono conoscerne
la storia, le tradizioni, la sua diffusione geografica, la produzione e molte altre curiosità.


• Il caffè. Guida per intenditori. Thorn Jon


• Caffè. Storia e ricette. A cura di E. Martinelli

Una breve storia del caffè e delle radici culturali del suo consumo: dalla sua leggendaria scoperta in Abissinia, alla lenta diffusione in Europa
a partire dal quindicesimo secolo. Per scoprire le diverse qualità, ma anche le miscele e le modalità di preparazione nelle diverse culture.

• Il Caffè 1764-1766. A cura di Gianni Francioni, e Sergio Romagnoli. Bollati Boringhieri (collanaPantheon), 1998

"È ridicola cosa il raccomandarsi alla benevolezza del pubblico, conviene meritarsela". È questa, forse, la frase saliente dall'indirizzo con cui,
nel giugno 1764, Pietro Verri si rivolgeva ai futuri lettori del nuovo periodico, "Il Caffè".
Perché "Il Caffè"? Perché era questo il luogo privilegiato per l'incontro degli intellettuali, per le loro discussioni, per i loro progetti.

sabato 20 febbraio 2010

"NERO, CALDO, AMARO"... cosi' mi piace il caffe'!

C'e' a chi piace lungo, a chi ristretto, a chi amaro, a chi tanto dolce da far restare in piedi il cucchiaino.... ma tutti noi gustiamo quella pausa che ci porta una tazzina di caffe'! C'e' chi lo vuole nella tazzina a bordo grosso e spessa, che conservi il calore e l'aroma e chi, estimatore di raffinateze, lo predilige in tazza sottile, di fine porcellana, che crei quella lieve percezione di fermarsi per un momento prezioso...da giocarci intorno! Potremmo inventare una nuova classificazione psicologica in base alle nostre preferenze su e intorno al
CAFFE' 
per questo stiamo preparando per
GIOVEDI' 4 marzo 2010
"CAFFE' ARTISTICI"
viaggio intorno al caffe'
dalle sue origini
ai modi piu' "creativi" per gustarlo.

giovedì 18 febbraio 2010

I LIBRI CHE NON AVETE LETTO

Mi fa molto piacere ricordarvi due romanzi che ho messo sul tavolone ma forse non avete sufficientemente osservato ed ora ve li ripropino non per pubblicita' ma per il piacere di farveli conoscere. Non ho la pretesa di imporveli ma voglio raccontarveli per completare la nostra "visione del cioccolato"! Ecco il primo
Cioccolato Fondente extra attraverso le parole della sua autrice che trovate nel sito http://www.graziacioce.tbo.it/
Cioccolato Fondente Extra è un romanzo che racconta il Viaggio intrapreso da un giovane uomo alla ricerca della Sua Felicità e del Suo equilibrio personale e di coppia.

Un viaggio che, passando attraverso il tema enogastronomico, percorre le tappe piu’ esilaranti della vita del giovane uomo, lette in chiave fortemente ironica, fino ad approdare alla scoperta di un gusto che Luca, il protagonista, scopre essere imprescindibile dalla Sua vita: il cioccolato fondente extra. ....
Luca, infatti è un giovane dongiovanni innamorato della vita e con un forte senso dello humor che percorre il suo passato, i suoi ricordi, al ritmo dei piatti che prepara. Ogni sapore è per lui metafora intensa e percettiva di quanto ha vissuto: passa così dagli esotici cocktail al sapore dolce amaro della cioccolata fondente extra, scoprendo che proprio quest’ultimo sapore, dolce e amaro al tempo stesso, diviene per lui metafora dell’amore. E da questo sapore non vuole piu’ prescindere.
....
Attraverso questo sapore scopre infatti che l’amore non è, come invece credeva, premeditazione, razionalità o strategia, ma al contrario improvvisazione, colori, allegria ed un pizzico di sale. Quello che, per restare in tema gastronomico, da sapore alla sua quotidianità.
Non ci resta che leggerlo!
Inoltre

e' la storia di tre donne che percorrono la vita con una grande fame d'amore! E il libro ci trasporta nel loro mondo fatto di passioni e segreti, nel quale queste donne sono pronte a rivoluzionare la propria esistenza pur di conquistarsi l'amore e la felicita' che sentono di poter meritare.
Gradevoli letture intorno e no al cioccolato:dolce pausa dopo tanto aver letto e sfogliato di ricette solo al CIOCCOLATO. E' vero, si che anche il solo parlarne e' inebriante ma ...il troppo..."stroppia" ;-)
Aggiungo su questo ipotetico scaffale un altro romanzo "al cioccolato" che avevo trovato sui tavoli della Lindt:LA BOTTEGA DEL CIOCCOLATO

Joop Daalder gestisce da sempre una rinomata pasticceria di Toronto: i suoi dolci e le sue praline vengono apprezzati da adulti e bambini. Ma un giorno, nel grande centro commerciale costruito vicino alla sua bottega, apre una nuova cioccolateria: un locale alla moda che gli ruba i clienti anche perché Daalder rifiuta i compromessi e resta fedele alle sue ricette e a quello che da sempre è il suo ideale: la ricerca della perfezione, anche nel cibo. Da bambino, in una famiglia di intellettuali e di artisti, la sua passione per il cioccolato l'aveva emarginato. Ora il suo negozio sta per essere sostituito da un parcheggio...
Il romanzo e’di PHILIBERT SCHOGT. Lo scrittore e’ nato ad Amsterdam, dove vive attualmente, ma e’ cresciuto in Canada ed ha scritto questo suo secondo libro in neerlandese. Bello e leggibilissimo! Non e’ solo un romanzo sul cioccolato e le sue raffinatezze ma e’ storia di gente comune con grandi ideali.Nelle sue pagine scontri da titani fra idealismo e opportunismo, moda e autenticita’, cultura americana ed europea, il cibo artigianale e quello industriale…
Dopo tutto questo gran parlare intorno al cioccolato...SSSSCCCCccccc!
BUONE LETTURE

mercoledì 17 febbraio 2010

esperimenti di cucina bis

Vista questa magica polverina da Sigrid e poi da Kriss su http://www.angiolettochecucina.it/ non ho potuto esimermi dallo sperimentarla.Devo dire che la prima volta il mio frullatore o la mia impazienza non mi hanno permesso di apprezzare appieno della "meraviglia":una polverina finissima si era depositata sulle pareti di vetro del frullatore ma ...sul fondo rimanevano pezzettoni di buccia seccata e basta :-(
Ci sono volute le arance bio ,"buone" solo come la mia dolce meta' le vuole per avere il rifornimento giusto e riprovarci!Poi non so com'e' stato:fatto sta che la polvere magica e' comparsa sotto i miei occhi ed eccola qui. Su suggerimento di Kriss ne faccio poca per volta ma la uso in abbondanza!L'evento al cioccolato ne e' testimone...L'ho messa nei cioccolatini, nell'impasto della TORTA NERA, nei biscottini e nella sfoglia dolce...SUCCESSSSSSSSONE percio', finche' ci saranno le arance continuero' a farla anzi:visto che ho avuto un po' di limoni non trattati da Titti, ho fatto seccare le bucce dei limoni che non ho usato per il LIMONCINO e, prossimamente provero' a trasformarla in altra polvere magica.Ah ah ah  a risentirci!   
e questa della MERINGA FRANCESE e' stata la tappa piu' di soddisfazione:non ero mai riuscita ad ottenerla ed ogni volta che mi avanzavano gli albumi, facevo un tentativo...che falliva miseramente.Poi ho cominciato a leggere sul blog di Mercotte (http://www.mercotte/ )dei favolosi MACARONS che ho visto impazzare sulla Costa Azzurra, da Sigrid come splendidi spumini...insomma non ho resistito ed ho cominciato a documentarmi.Ho tradotto non so quante pagine di spiegazioni di Mercotte, ho seguito i link di Sigrid, stampato le spiegazioni per filo e per segno e ...questo e' FINALMENTE il risultato!
da qui ho scoperto che:assolutamente non bisogna mettere IL SALE
bisogna montare gli albumi A TEMPERATURA AMBIENTE,
per molto tempo DA SOLI
che lo zucchero a velo si aggiunge gradualmente dopo che gli albumi sono stati notevolmente montati e SONO AUMENTATI DI VOLUME.
Fondamentalmente le scoperte corrispondevano anche ai miei errori.Nella foto le meringhette sono ottenute aggiungendo una punta di CREMOR TARTARO ma ho provato anche ad aggiungere solo un cucchiaino di LIMONE e sono rimaste piu' morbide ma notevolmente CHIARE in cottura. Un capitolo a parte vuole il CALORE DEL FORNO per la cottura:io ho tenuto il mio ventilato sui 100°per un'ora ed il risultato e' stato OTTIMO!!!!
Con le meringhette più grandi ho provato un abbozzo di farcitura ... niente di che, solo cioccolato temperato.La prossima volta mi impegnero' in una bella crema ganache.
E per non smentirmi, il primo vero esperimento con le ricette delle SORELLE SIMILI:la "TORTA ANGELICA SALATA" che mi ha letteralmente sbalordita;-)L'efficacia del lievitino e' eccezionale:13g di lievito per mezzo chilo di farina...e questo e' il risultato!
 Ora finalmente capisco il motivo di tanto successo!!! Profumatissima, bella da vedere, soffice da sciogliersi in bocca, buona e succulenta... Il procedimento per ottenerla è piuttosto semplice, ma bisogna avere tempo e pazienza, perchè ci sono ben tre fasi di lievitazione..

Non mi aspettavo di ottenere questo risultato alla prima prova, ma pare che le ricette delle Simili siano una vera propria garanzia! Rispetto alla ricetta dolce originale, è stato sufficiente ridurre lo zucchero e aggiungere del grana grattuggiato.. Ecco le dosi:
INGREDIENTI
Per il lievitino
135 g di farina di forza
13 g di lievito di birra
75 g di acqua
Per l’impasto
400 g di farina di forza (ho usato la Manitoba)
20 g di zucchero
50 g di grana grattuggiato
120 g di latte tiepido
3 tuorli
1 cucchiaino di sale
120 g di burro morbido
per il ripieno
50 g di burro fuso
120 g di mortadella in una sola fetta o altro salume a piacere (anche i "culetti" ormai impossibili da affettare)
70 g di montasio
una manciata di pistacchi
Per lucidare
2-3 cucchiai di latte
1 albume

Amalgamare tutti gli ingredienti per il lievitino e lasciare lievitare per 30 minuti.
Versate la farina in una ciotola e aggiungete al centro il latte tiepido, i tuorli, lo zucchero, il sale e amalgamate. Unite il burro un po’ per volta e impastate ancora, fin quando il composto si staccherà dalle pareti della ciotola. A questo punto incorporate il lievitino, e impastate energicamente finchè i due impasti non saranno ben amalgamati.
Mettete l’impasto in una ciotola unta e lasciatelo lievitare per almeno un'ora (deve raddoppiare di volume).
Nel frattempo sgusciate i pistacchi, sbollentateli per pochi secondi in modo che la pelle si tolga facilmente, quindi tritateli grossolanamente. Tagliate la mortadella e il montasio in piccoli cubetti
e mettete da parte.
Rovesciate l'impasto sulla spianatoia e stendetelo con il mattarello in una sfoglia di 2-3 millimetri di spessore.
Spennellate completamente l’impasto con del burro fuso e spargetevi sopra la mortadella, il montasio e i pistacchi preparati.
Arrotolate il lato più lungo della sfoglia, trasferite il rotolo su un foglio di carta da forno e tagliatelo a metà per il lungo, aiutandovi con un coltello unto. Girate i due pezzi con il lato tagliato verso l’alto e formate una treccia facendo in modo che la parte tagliata sia rivolta sempre verso l'alto. Chiudete la treccia alle estremità formando una corona.
Sistemate l'Angelica su una teglia e fate lievitare ancora un'oretta, coperta con una ciotola o
spennellata con del burro fuso.
Accendete il forno a 180°C e infornate per 35 minuti circa.
10 minuti prima del termine della cottura togliete l'angelica dal forno e spennellatela con il composto di albume e latte, quindi infornate di nuovo.


e infine, questi siamo noi, a concludere la "CIOCCOLA...TI...AMO"con gli auguri di 
BUON COMPLEANNO
per il mio micio! 

lunedì 15 febbraio 2010

esperimenti di cucina

Con la ripresa delle normali attivita' lavorative ho trascurato non poco il mio passatempo:aggiurnare queste poche pagine che raccontano "prodezze" culinarie ma anche lo sforzo di organizzatrice piacevolmente coinvolta in novita' a tutto spiano.Novita' allo Scarlet, in cucina, nella saper e saper fare della vita quotidiana!Con un po' di pazienza e ...tempo, voglio continuare ad aggiornare queste pagine di "diario";-)In primis gli esperimenti di cucina, appunto.Voglio raccontare di queste Sorelle Simili che ho conosciuto da Sigrid e poi ho piacevolmentescoperto in rete (poteri di internet...)e sulla base dei loro suggerimenti ho cominciato a sperimentare questi IMPASTI LIEVITATI che usano pochissimo lievito e tantisssssssima pazienza!Dunque, io di pazienza, in cucina, ne ho poca ma il fatto di aver ripreso a lavorare mi "consente degli intervalli molto lunghi" di quattro o sei ore abbondanti e, nel frattempo, l'impasto LIEVITA!!!!provare per credere.
Nelle nostre case ormai ben riscaldate non occorre (come ho fatto io spesso) chiudersi in cucina a 40° per ottenere una lievitazione soddisfacente...ho imparato che basta impastare, porre sopra il calorifero e...tranquillamente, andare a lavorare!
l'impasto lievita, lievita eccome...Me lo ritrovo bello gonfio nella ciotola quando rientro, pronto per essere farcito e cotto!
Qui, in questo bel ventaglio, non avevo ancora sperimentato il "lievitino" delle Simili ma il risultato non mi aveva deluso!
Ho provato poi la base per torte salate di Sigrid:buono e appetitoso ma preferisco la mia brisèe solo farina e burro:-))Qui ero alla ricerca della consistenza delle torte salate francesi...e ancora non sono riuscita ad ottenerla sig...:-(
e infine ma non ultimo...eh no, mi piace passare del tempo in cucina!!!
LE CHIACCHERE per i compleanni di questo inizio d'anno nella mia piccola casa, non solo per carnevale
Per la mia carissima amica Enrica aggiungero' anche la ricetta visto che deve fare un po' di esperimenti
LE CHIACCHERE DELLA SCUOLA MATERNA
(quella di Silvia taaaaaanti anni fa!)
1 kg di farina
130 g.burro fuso
120 g. di zucchero
70 g. grappa
8  tuorli + 2 uova
zucchero a velo  e vanillina ( se piace)
Io non faccio altro che amalgamare ad uno ad uno tutti gli ingredienti e lavorare a lungo nell'impastatrice fino a che il composto non risulta liscio e non appiccicoso.Lascio riposare coperto (preparo l'impasto sempre con un certo anticipo sull'uso) con un telo umido in modo che l'impasto non crei una pellicina.Reimpasto sul piano di lavoro infarinato e quindi a mano poi ricopro con il canovaccio umido.
Nel frattempo la mia dolce meta' mette sul fuoco la padella dei fritti e una bella dose di strutto, sempre del maiale di cui parlavo post fa home made Pedrazzi!Intanto che lo strutto fonde, taglio una fettina di impasto, lo spolvero di farina e lo passo con la macchinetta per la pasta. Prima al passo n° 3 poi due volte nel passo 4.Infine stendo la bella sfoglia liscia sul piano di lavoro e con la rotella dentata, ritaglio le mie chiacchere della misura che mi serve e desidero (viva la creativita') poi faccio un intaglio al centro in diagonale. Poso tutte le singole chiacchere su un canovaccio asciutto e pulito ad aspettare il loro turno. Il mio friggitore le adagia ad una ad una, dolcemente nello strutto bollente, per regalare loro una delicata abbronzatura, prima da una parte e poi dall'altra. Escono belle gonfie dal loro bagno e vanno a sgocciolare su carta da forno appositamente preparata di lato ai fornelli. Tra una "chiacchera" e l'altra arriviamo all'ultimo pezzo di impasto ma, mano a mano che lo spazio "sgocciolatura" si fa risicato, e' mio compito andare a riporre le signorine sul vassoio predisposto e rivestendole di zucchero a velo, le predispongo alla goduria familiare!
E adesso tocca ad Enrica rispolverare la ricetta della mamma e se ci sara' battaglia sara' a suon di ..."chiacchere" ;-)!

sabato 13 febbraio 2010

"LE CIOCCOLATE" di Betty

ed eccole le nostre cioccolate in versione mignon:
BIANCA E AL GIANDUIA
TRADIZIONALE con meringhette home made
al RHUM con un ciuffo di panna montata
con un fondo di pasta biscotto imbevuta di liquore e' una cioccolata alla menta con granella di nocciola

un cucchiaio di crema pasticcera e riccioli di cioccolata
per cambiare un po' la bocca?
ventaglietti di gauffre in pasta brisée ma soprattutto "le piu' gettonate"
PEPITE DI PARMIGIANO

venerdì 12 febbraio 2010

"CIOCCOLA...TI..AMO" seconda edizione

Eeeeeh, ce l'abbiamo fatta, malgrado la neve annunciata e minacciata, malgrado il freddo, gli impegni di ognuno.Si vede che s'aveva da fare!Per cominciare quella che mi piace definire una splendida rimpatriata, ripropongo cio' che mi ha impegnato e appagato nella preparazione dell'evento:

IL MENU' DEGUSTAZIONE:
per accompagnare la "cioccolateria" di Betty
CAKE torta nera di Kriss
MUFFINS al ciocco e zucchero a velo
o
farciti di crema pasticcera
FROLLINI  con pasta frolla montata
TORCETTI all'acqua di fior d'arancio
MERINGHETTE home made

qualche bocconcino salato
PEPITE DI PARMIGIANO
GAUFFRE di pasta brisée

per i cioccolati da degustazione
CIOCCOCAVIALE VENCHI
PRALINE VENCHI
CIOCCOLATO DEL SICOMORO da bere

per il gioco introduttivo
piatto di cioccolato extrafondente nero (temperato home made) in forme diverse
bastoncini di cioccolato al latte LINDT
praline VENCHI
...giocare GIOCARE giocare...
Ovviamente il gioco di "cioccoterapia" ci ha impegnato per buoni tre quarti d'ora scegliendo la forma di cioccolato che era piu' confacente a ciascuna di noi, leggendo il nostro profilo positivo in base alla forma di cioccolato scelta.Su ogni tavolino era stato predisposto un piattino con i cioccolatini di forme diverse e la stampa dei diversi profili "cioccolatosi".Ma , e qui veniva il bello, dopo la scelta personale occorreva stare a sentire il "rovescio della medaglia" di ogni profilo...e qui ognuna si e' vista disvelare i lati piu' reconditi delle proprie "passioni".Non contente abbiamo provato ad individuare in che modo ognuna di noi elimina la carta del cioccolatino...Anche qui grandi sorprese!Possibile che dietro ad un gesto cosi' banale ci possa essere nascosta una potenzialita' di comunicazione e comprensione dell'umana natura!
Ci siamo divertite,veramente e , il gioco, me lo sono inventato dopo la lettura del libro "CIOCCOLATOTERAPIA" di Murray Langham Salani ed.

Lettura divertente e veloce che consiglio per momenti di relax allo Scarlet, con una bella tazza di cioccolata fumante e..e...e...un doppio sorriso sulle labbra! Uno per il libro e uno per la "CIOCCOLATA" ma, questo sara' argomento sovrano per il prossimo post. 




food photography

per riuscire a comunicare...una buona immagine non guasta!Ho trovato molti suggerimenti da un'amica
Questo e' quello che pensavo nel nostro incontro alle cioccolate!Una dopo l'altra, Betty ci ha deliziato con le sue supercioccolate che erano una coccola per il palato.Avrei voluto immortalarle nella loro magnifica veste di piccoli assaggi ma...o c'era poca luce, fumavano perche' ancora belle calde, prese dall'alto non rendevano al meglio.sig :-(( Eccomi allora in viaggio alla ricerca di cibo:si, cibo per la mente!Sto studiando e intanto aspetto anche le foto di Mari e Rita prima di buttarmi sul resoconto del nostro SUUUUPERRRR GIOVEDI' ROSA!
Arrivederci al prossimo post.

giovedì 4 febbraio 2010

CIOCCOLA...TI...AMO! della VI^edizione dei giovedi' rosa

… gustare il cioccolato
non e’ un istante
ma ricerca e attesa
di quell’ istante…”
Per ragazze che amano “troooooppppooooo”
il cioccolato,
ma sanno giocarsi intorno...
GIOVEDI' 11 Febbraio 2010
"CIOCCOLA...TI...AMO"
alle ore 17,00
devi essere dei nostri!
Vieni allo Scarlet
TI ASPETTIAMO
Dopo la degustazione a 360° dello scorso anno, cosa possiamo fare per giocare intorno al cioccolato???
Betty ha da farci sorseggiare ben 8 e dico 8 ( tipi di cioccolate diverse...al gianduia, al rhum, al peperoncino, alla nocciola, alla menta... e chi piu' ne desidera:chieda. Le stiamo combinando per "degustazioni cromatiche" (cosa vuol dire lo scoprirete solo venendo a trovarci ;-))Non mancheranno poi le sorprese al tavolo! Vuoi scoprire qual e' il tuo lato "cioccolatoso"?Vieni , scegli e degusta:non posso anticiparvi nulla di piu'!
Ma ecco, a grande richiesta alcune suggestioni dello scorso anno:
L'ANTICA LEGGENDA DEL SERPENTE PIUMATO
tratto dallo Speciale de "La Cucina Italiana"
L'antica popolazione dei maya che per primi intrapresero la piantagione ed il commercio del frutto dell'albero del cacao, attribuivano a questa pianta ma soprattutto alla bevanda amara e disgustosa che si ricavava dopo la tostatura dei suoi semi, un elevato significato sociale e simbolico. Cosi' anche il cacao vanta origini divine. Si narra infatti di una principessa lasciata a guardia delle ricchezze dello sposo, partito per la guerra. I nemici che l'assalirono tentarono invano di farle rivelare l nascondiglio del tesoro. Al colmo del furore, gli assalitori la uccisero e dal sangue versato della principessa nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi,"...amari come le sofferenze dell'amore, forti come la virtu', lievemente arrossati come il sangue". Il marito Topiltzin Quetzacoatl (Serpente Piumato) impazzito per la terribile perdita fuggi' verso il mare e si allontano' scomparendo misteriosamente su una zattera di serpenti attorcigliati.Il seme dell'albero di cacao, in suo onore fu chiamato dapprima CACAHUALT e in seguito trasformato in CHOCOLATL anticipatore della parola con cui , ancora oggi, e' conosciuto ed apprezzato in piu' di trecento lingue del mondo.
Bella ed emozionante!
COME SI RICONOSCE UN BUON CIOCCOLATO?

ASPETTO: deve possedere una buona quantita'di burro di cacao, la superficie deve risultare uniforme, liscia e brillante.
COLORE:deve essere marrone piu' o meno intenso, mai nero, a seconda della percentuale di cacao  presente
ODORE:sono oltre 400 gli aromi sprigionati dal cacao.Una buona materia prima ha un profumo inebriante e persistente, con aroma deciso e al tempo stesso sottile e soave, mai aggressivo.
TEMPERATURA:e' freddo e si ammorbidisce e modella con il calore delle dita, senza essere appiccicoso
CONSISTENZA:si rompe lungo linee rette con il classico "snaps"
FINEZZA:e' unto al palato ma non grasso, asciutto e vellutato, non e' granuloso ne' sabbioso
SAPORE:gli aromi si liberano immediatamente e persistono senza dare sensazioni di secchezza
AROMA:gli esperti distinguono tra aromi primari, che possono essere piu' o meno intensi e aromi secondari che sono pressocche' senza limiti
PERSISTENZA DELLE SENSAZIONI AROMATICHE:puo' variare ma quando il cioccolato e' di buona qualita' possiede aromi che si mantengono a lungo
Ed ecco infine la suggestione poetica:

Divino Cioccolato



Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato;


lentamente fresco e delizioso,


comincia a fondersi:


bagna il palato molle,


sfiora le tonsille,


penetra nell’esofago accogliente


e infine si depone nello stomaco


che ride di folle contentezza.


G. Flaubert























lunedì 1 febbraio 2010

riprendono i giovedi' rosa allo Scarlet

Anche se la neve e' ancora sui nostri davanzali
anche se la morsa del freddo non ci abbandona
anche se le buone notizie 
sono sempre piu' rare
...
Ti aspetto
 per la VI^edizione dei
GIOVEDI' ROSA
allo SCARLET
Giovedi’ 11 febbraio 2010:”CIOCCOLA…TI…AMO”!

Giovedi’4 Marzo 2010: “CAFFE’ ARTISTICO”

Giovedi’ 25 Marzo 2010: “FIORISCONO anche I TE’”

A PRESTO!
Laura