lunedì 25 gennaio 2010

"LA MAIALATA" sabato 23 gennaio 2010


Sua maestà il Maiale protagonista sulla tavola di Titti e Corri!Cosi' come i giovedi' rosa soddisfano la "nostra" voglia di chiacchere, creiamo un nuovo EVENTO con cene a tema, per stare insieme(innanzi tutto!)per sperimentare ma anche per fare memoria di antiche e vecchie ricette di casa, di mamma' e della tradizione.Cominciamo dal maiale perche'c'e'quello che Simo fa ancora macellare "in proprio" e percio' ER MEJO! E poi del maiale non si butta nulla...Cosi' ci prepariamo psicologicamente (e un digiuno propedeutico non sarebbe stato male...)e affrontiamo la fatica del sabato sera:La padrona di casa, cuoca MAESTRA! non poteva che esibirsi in una splendida sinfonia di colori, sapori e profumi per deliziare i nostri palati.Piatto forte della serata LA CASOEULA, date le origini lombarde della suddetta, ma non sono mancati i salumi, le sfogliette,le costine, il cotechino...un vero trionfo per sua maesta' IL MAIALE.Ma andiamo per gradi:

                                                               sopressata e salame per iniziare

la casoeula prezioso matrimonio fra verza (che ha gia' preso la prima gelata, per essere ben croccante) e le parti del maiale, anzi, le parti meno nobili, non "sacrificate" al culatello, al prosciutto, alla spalla....Un matrimonio
che e' stato ed è ancora oggi, nonostante i pregiudizi e le mode alimentari, una risorsa alimentare straordinaria. Un valore tanto più meritorio se la carne utilizzata deriva da animali ben trattati, ben vissuti e ben macellati. ma ecco la ricetta in doppia versione:la prima de "LA CUCINA ITALIANA" e la seconda in versione milanese
INGREDIENTI
verza kg 1 - puntine g 700 - polpa di maiale, ricavata dalla spalla, g 500 - cotenne g 400 - vino bianco secco g 350 - cipolle g 180 - carote g 120 - passata di pomodoro g 60 - 6 verzini - 2 codini - sedano - alloro - brodo (anche di dado) - olio d'oliva - sale - pepe Preparazione
Tagliate i codini in 4-5 pezzi ciascuno, poi metteteli a lessare, insieme con le cotenne, per circa 45'. Intanto sistemate le puntine su una placca e, senza aggiungere alcun condimento, passatele nel forno già a 250°, per circa 20' (potete preparare le carni suddette, anche il giorno prima di avviare la cassoeùla). Allora sfogliate la verza, lavatela e sbollentatela per 2', quindi scolatela e tenetela da parte. Mondate e tritate le cipolle insieme con le carote e con 2 coste di sedano. Ponete il trito ad appassire in 4 cucchiaiate d'olio, quindi unite la polpa tagliata a bocconcini, le puntine già scottate, i pezzi di codino e di cotenna, già parzialmente lessati. Dopo 10' di cottura a fuoco piuttosto vivace, irrorate con il vino e, quando questo sarà evaporato, aggiungete la passata di pomodoro e le verze sbollentate e tagliate a larghe strisce. Sulla verdura disponete i verzini, dopo averli bucherellati in più punti con uno stecchino. Irrorate con 3 mestoli abbondanti di brodo caldo, insaporite con 2 foglie d'alloro e con il sale e il pepe necessari; incoperchiate e cuocete la cassoeùla, a fuoco molto moderato, per circa 2 ore, smuovendo spesso il tegame ma senza mescolare e aggiungendo eventualmente, del brodo. A cottura ultimata (la preparazione deve risultare omogenea e non brodosa), servite nel recipiente di cottura.
CASOEÛLA MILANESE :ingredienti: dose per 6 persone
verza kg 1,5 - costine di maiale kg 1 - 4 verzini (piccoli cotechini) g 400 - cotenna di maiale g 300 - passata di pomodoro g 200 - un codino di maiale - un piedino di maiale - una grossa cipolla - sedano - carota - alloro - burro - vino bianco secco - sale - pepe nero in grani
Preparazione
Lessate per 3 ore la cotenna, il piedino e il codino in abbondante acqua non salata, aromatizzata con una foglia di alloro: questa operazione si può fare anche il giorno prima. Per preparare la casoeûla, tritate la cipolla, una costa di sedano, una carota, poi soffriggete il tutto in una capace casseruola, con una grossa noce di burro. Unite le costine spezzate, fatele insaporire, sfumatele con un dito di vino bianco, poi aggiungete tutto il lesso di maiale disossato, a tocchi; lasciate che la preparazione si asciughi, quindi salate e pepate con una generosa macinata. Infine, aggiungete la passata di pomodoro, la verza a pezzi, poca alla volta, lasciando appassire la precedente prima di aggiungerne dell'altra. Per ultimi mettete i verzini, 4 mestoli d'acqua, incoperchiate e lasciate stufare per un'ora e 30' circa, controllando spesso che la preparazione non si asciughi troppo. Portate in tavola la casoeûla calda, possibilmente nello stesso tegame di cottura.
Questo piatto diventa piu' che mai attuale in questo periodo dell'anno perchè e' proprio in questo periodo dell'anno che "as mazeva al gozen", si ammazzava il maiale, una garanzia di benessere e prosperità e quindi una vera e propria festa.Con gli stessi abili gesti ,la cui memoria si perde nella notte dei tempi, i norcini trasformano le carni di questo animale in prodotti sopraffini. Una festa per il palato e per gli occhi e questa festa diventa connotazione di un lungo periodo in Emilia...perche' uno dei grandi protagonisti della gastronomia emiliana è il maiale, con una grande varietà di gustosi salumi, molti dei quali a marchio Dop, conosciuti in tutto il mondo e celebrati in tante sagre e feste sparse su tutto il territorio come ad esempio:
la "Festa del culatello", uno dei più pregiati salumi emiliani, che si tiene nel mese di Giugno a Zibello (PR) organizzata dalla Pro Loco (0524.939711);
la "Fiera della pancetta Igp", salume dal sapore caratteristico e dal profumo leggermente speziato molto gradevole, si svolge a Giugno a Piacenza in località Ponte dell'Olio (0523.874428.11);
la "Fiera della fortanina e della spalla cotta" organizzata a San Secondo Parmense (0521.377316) ad Agosto;
il "Festival del prosciutto di Parma Dop", famoso in tutto il mondo, proposta nel mese di Settembre nel comune di Langhirano (PR);
la "Sagra della bondiola", salume tipico di Parma e Piacenza ma prodotto anche a Ferrara, si tiene nel mese di Settembre a Poggio Renatico (FE 0532.419474);
la "Sagra della salamina da sugo a cucchiaio" organizzata dalla Pro Loco (340.7095358) a Settembre sempre a Poggio Renatico (FE);
la "Festa della coppa piacentina Dop", tipica della valle dell'Arda, proposta dalla Pro Loco di Carpaneto (0523.852502);
la "Festa del prosciutto, quello di Modena Dop", voluta dalla Pro Loco di Samone Guiglia (MO) a Luglio;
la "Sagra dello zampone", quello di Modena Dop, che si svolge nel mese di Dicembre a Castelnuovo Rangone (800.219.663) ed ancora la "Sagra dei ciccioli", piccoli bocconcini residui della lavorazione dello strutto, diffusi su tutto il territorio, che si tiene a Montiano (0547.51032) a Settembre.
Le specialità di maiale sono un grande tesoro dell'Emilia - Romagna. In questa nostra regione tutte le parti del suino sono state utilizzate ed, incredibilmente, quasi tutte sono state trasformate in specialità. Tra tutte spicca il prosciutto di Parma, che viene preparato nella zona compresa tra i fiumi Taro e Baganza. La particolare dolcezza e morbidezza di questo capolavoro gastronomico è data da due fattori distinti: la qualità della carne utilizzata ed il particolare trattamento della stagionatura. Per la produzione del prosciutto vengono infatti utilizzati maiali scelti, nei quali la parte grassa e quella magra raggiungono il giusto equilibrio, nutriti con grano, castagne ed il siero avanzato dalla lavorazione del parmigiano. I prosciutti ottenuti vengono sottoposti poi ad un trattamento particolare, a base di pepe nero, lardo e soprattutto sale marino. Il Parma è ottimo per antipasti e spuntini, superbo se accompagnato con schegge di parmigiano reggiano. Altra prelibatezza di maiale è il culatello, ricavato dai lombi del suino, specialità di Busseto.

(questo e' il cotechino di Titti)
 Lo zampone di maiale, prodotto tipico di Modena, è insieme alle lenticchie il piatto più tipico di fine anno. A Modena spesso viene servito come bollito misto insieme a carne di manzo, vitello e tacchino, ed accompagnato dall'appetitosa salsa verde. La popolarissima mortadella di Bologna, salume derivato dal myrtatum romano, deve la sua fama alla particolare speziatura a base di noce moscata. Ricordiamo poi la coppa e la pancetta di Piacenza, il salame di Felino, la spalla di San Secondo, la salama de sugo di Ferrara, lo zucco di Reggio Emilia. Veramente in Emilia - Romagna è rispettato il detto secondo il quale 'del maiale non si butta via niente'! Il prosciutto e gli altri insaccati vengono serviti spesso sulla piadina romagnola, un pane sottile a forma di piccolo disco. Ottime per l'accompagnamento di salumi e formaggi anche la crescentina, tipica focaccia emiliana e la tigella montanara preparata sull'Appennino. Se ci siete ancora, dopo questa luuuunghissima digressione, ecco la prosecuzione del menu' "LA MAIALATA"
COSTINE cotte dolcemente nel forno dopo essere state massaggiate con un trito di profumi (menta in modo particolare con il maiale:ricorda Titti ;-) E per finire... i dolci dove non poteva mancare il nostro Porcello in versione pasta di mandorle di Chiara!Con bocconcini al cioccolato (ricette di Sigrid de http://www.cavolettodibruxelles/ )
e bocconcini dolci di Titti
Non abbiamo parlato dei vini (sempre cantina P.) e una menzione a parte per il pane, rigorosamente home made della padrona di casa!
Alla prossima!

lunedì 18 gennaio 2010

W LA CUCINA ITALIANA


Leggo sul sito della mia carissima amica kris (http://www.angiolettochecucina.it/) che il 17 gennaio era la giornata dedicata al buon "cucinare italiano": la Giornata mondiale delle cucine italiane e' stata dedicata alle “Tagliatelle al ragù bolognese”. In più di 50 Paesi, oltre 1000 addetti all’enogastronomia italiana sparsi in tutto il mondo, i cuochi del GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani) hanno cucinato questo famoso piatto per ribadire il loro “no” alle “varianti”, che quasi sempre scadono in “stravolgimenti”, di tutto quanto riguarda il made in Italy culinario. Ma soprattutto la ringrazio per la preziosissima ricetta del ragù alla bolognese nella versione “verace”, quella riconosciuta da gran parte degli addetti alla gastronomia come espressione più originale del condimento di queste tagliatelle: il ragù bolognese delle Sorelle Valeria e Margherita Simili, dei veri mostri sacri del “matterello”, naturalmente provenienti da Bologna, scrittrici di libri di cucina ormai diventati di culto e maestre di scuole di cucina rinomatissime. Di queste mitiche Sorelle avevo gia' letto su http://www.cavolettodibruxelles.it/ da Sigrid e su http://www.paperogiallo.net/ diStefano Bonilli e mi fa molto piacere ritrovarci "sorelle" perche' le mitiche Simili sono le classiche "zie" che ognuno vorrebbe avere in quanto suggerimenti, trucchi e maestria :-))Se volete quindi la ricetta del vero ragu' bolognese andate a curiosare da Angioletto che cucina!Per parte mia, ho anticipato di un giorno la bella giornata perche' avevo tutta la mia "piccinaia" e mi sono concessa qualche liberta' di ingredienti, sempre nella logica del riciclo!
Al soffritto di cipolla e carota ho aggiunto, con la carne di manzo, un bel pezzo di zampone lessato...poi ho proceduto come le Simili comandano.Mi sono presa un lungo tempo di cottura, giocando con i bambini e scomparendo di tanto in tanto per una mescolata!Malgrado la mancanza del fegatino, il "ragu-ragu"(cosi' e' definito dal lessico familiare)e' stato molto gradito ed e' finito sui fusilli oltre che sulla tagliatella (compera...non home made,ci mancava solo che mi mettessi anche a tirare la sfoglia!)con sommo gaudio per tutti. Per chi l'ha gustata e per me:questa volta non ne e' avanzato...di ragu-ragu intendo.

BUON APPETITO!

Il pane non si butta!

"Questa settimana sui giornali ha tenuto banco il pane. O meglio: il suo spreco, che fa ancora più impressione quando il clima è gelido e la mente va alla fame dei senza tetto. La notizia che a Milano se ne gettano via 180 quintali al giorno ha fatto indignare tutti, ma non è certo una novità per chi si occupa di questi temi, se si pensa che in Italia finiscono nei cassonetti 4.000 tonnellate di cibo ogni giorno. Perché è vero: quanto pane buttiamo via il giorno dopo o a pasto finito? Probabilmente ne compriamo troppo, ma molto di quello che si trova normalmente in commercio è impossibile da conservare, la sera è già duro come una pietra, il giorno seguente diventa immangiabile. C'è la soluzione freezer, che molti usano per comodità: si acquista una volta la settimana e poi si riscalda quando serve. Il pane scongelato però perde molte delle sue proprietà..."
di Carlo Bogliotti, "la Stampa" di sabato 9 gennaio 2010

dopo aver letto questo articolo e quello sul Corriere della Sera (www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/guerze-cibo-buttato-non-solo-pane_ff735744_fa11-11de  )
ritrovo e leggo anche sul blog di Vale
http://mangiarbere.blogspot.com/2010/01/chi-butta-via-il-pane.html questa sua proposta:
"Non so se esista già qualche iniziativa in proposito, ma propongo ai food-bloggers (ma non solo) di lanciare un messaggio anti-spreco postando una ricetta in cui compaia come ingrediente il pane raffermo..."






AGGIORNIAMOCI: IL REGOLAMENTO! ;)
1- Potete partecipare alla raccolta fino al 15 luglio, così da poter proporre ricette invernali ed estive
2- Valgono anche ricette già pubblicate in precedenza,
3- Potete proporre più di una ricetta a testa (anzi, più sono meglio è!),
4- Inserite il link alla vostra ricetta nei commenti a questo post,
5- Copiate il banner dell'iniziativa nel vostro blog :)

Sono estremamente sensibile a queste sollecitazioni perche' in cucina mi dispiace MMOOOOOLLLLTTTIIIIISSSSSSSSSSIIIIIIIMMMMMMOOOOOOOO buttare quello che rimane dei miei esperimenti e della mia mancanza di "occhio" per paura che non sia sufficiente, quello che preparo, manco fossimo tutti perennemente affamati...
Allora partecipero'ALLA RACCOLTA i Vale con le ricette dei mondeghili e del polpettone perche' il pane ci va,eccome ;-)Poi chiedo subito aiuto a Titti che mi ha appena comunicato di avere una nuova ricetta per la torta di pane!
Buon riciclo!!!

giovedì 14 gennaio 2010

KNIT CAFE' oggi in trasferta

Si,oggi il Knit e' in trasferta:causa chiusura per vacanze "meritate" allo Scarlet, ci siamo trovate nel salotto di casa e per non far sentire troppo la mancanza dei "confort" offerti da Betty mi sono dovuta organizzare...Qualcosa da bere;-) ed ho pensato ad un bel vin brulèe che solo il profumo ha inondato casa ma non solo: anche la mia anima, di nostalgia per la riva assolata e azzurra che mi ha visto assidua frequentatrice dei baracchini adattati all'uopo (parlo della recente micro vacanza in Cote d'Azur...)ma anche ad una bella tazza di te' servito nel servizio "della nonna", ormai in disuso perche' (fra noi intimi) preferiamo il mug.Quindi belle tazze, bella teiera preparata con tutti i sacri crismi e il te. Non avevo la scelta di Betty ma insomma...ce la siamo cavata.Quello che piu' mi ha impegnata invece e' stata la ricerca di una pezzuola che contenesse il misto spezie per vin brulèe ,arrivato direttamente da Bolzano!Nei filtrini di metallo del te'? NOOOO,un sacchettino, si mi ci voleva un sacchettino di tulle, tipo bomboniera ,ho pensato...e vuoi che io, che tengo tutto ,ma proprio tutto, non avessi il sacchettino adatto?Mi e' andata via una buona oretta nella ricerca ma ne ho approfittato per riordinare i vari scaffali con le relative scatole e scatolette...alla fine:l'ho rimediata!

Un pezzo di tulle e un po' di filo per il mio filtro alle spezie:-))

Anche il vino rosso era pronto...Ho messo il tutto in una bella pentola d'acciaio, come avevo visto nei famosi baracchini, ho aggiunto e rimestato lo zucchero:2 o 3 cucchiai ogni mezzo litro di vino ed ho portato il tutto all'ebollizione.Ho spento ed ho tagliato a spicchi poi a pezzettini il limone lasciandolo in infusione. Un profumo!Buono era buono e l'ebollizione ha svaporato,in parte, anche l'alcool.Anche l'ambiente si e' riscaldato tra il te' caldo e i fumi del vin chaud!

Non potevamo certo solo bere...cosi' ho pensato di andare a rispolverare il mio fascicolo sul cioccolato:un libro ne era venuto fuori  con l'evento dello scorso anno .Ormai e' tempo di sperimentare le proposte per il primo giovedi' rosa della nuova edizione che sara' sicuramente "al cioccolato"!!!

Ed ecco infatti il risultato:avevo trovato anche da Sigrid una ricetta intrigante ma ho usato quella della mia amica kris:una ricetta che non ti fa mai sbagliare, semplice anche per me, ancora un po' impedita.Efficace poi per la riuscita!Un classico ormai, questa volta, nello stampo a cerniera ho messo il fondo a fiore che si intravvede (la mia imperizia con la macchina fotografica e' lampante).Pero' la torta al ciocco "era" buona. Per non aggravare le fatiche di famiglia a smaltire tutti i miei esperimenti, ho devoluto quello che rimaneva alle amiche che cosi' sono tornate a casa con il loro bravo pacchettino.Simpatico no!!!
E adesso sto cominciando a farmi venire qualche idea per il nostro prossimo giovedi' al cioccolato.Ho riletto tutte le cose fatte la scorsa edizione e...forse...qualcosa mi sta macinando...Pero' aspetto suggerimenti, suggestioni, idee e tutto quello che ci puo' venire in mente per trascorrere qualche ora insieme al cioccolato.



lunedì 11 gennaio 2010

ultimi fuochi in cucina

Non perche' non cucinero' piu'...giammai!Perche' fra poco non avro' piu' tempo di "giocare" a stupirmi con foto e blog anche se la cucina restera' la mia lettura preferenziale, soprattutto lo mattina, davanti ad una giornata che sta per cominciare, davanti a foto patinate e stuzzicanti che fanno viaggiare la mente verso mete un po' proustiane fatte di sapori e ricordi di profumi, con una tazza di caffe' bollente tra le mani e le ciabatte ancora ai piedi.Eh gia' ...probabilmente non avro' piu' tutto questo tempo per leggiucchiare qui e la', scuriosare nei blog e nei siti che ora per me sono diventati veri e propri salotti dove incontrarsi, fare due chiacchere e riprendere a navigare con il cuore leggero, senza l'orologio che ti pressa con gli impegni della giornata. Ma ogni vita ha il suo stile ed io sono stata fortunata a sperimentare un ritmo diverso, almeno per questi 75 giorni:-))Cosi' questa sera mi sono scaldata il cuore con questi "MONDEGHILI" si, le polpettine lombarde che fanno tanto "polpette della nonna" un must che ancora i miei figli si sognano per leccarsi le dita e che la sottoscritta non sa rifare:dovevo carpirne il segreto allora...ma non sono mai stata molto amante dell'odore che il fritto ti lascia impregnato in cucina, sui capelli, vestiti ecc...Stasera ho spalancato la finestra e...via:galeotto il bollito avanzato!
Ed ecco la ricettina:per 4 persone
300 gr di carne di manzo o avanzi di carne lessata
100 gr di mortadella di fegato (cotta) o altro salume, 2 uova,2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio,3 cucchiai di parmigiano grattugiato, 1 panino raffermo,ammollato nel latte e strizzato, spezie varie a piacere:sale, pepe, noce moscata ,herbes de provence...olio e burro per friggere
Metto tutto nel mixer e trito fine fino a che tutto e' ben mescolato

Ricavo dall'impasto tante polpette prendendone una noce fra le mani umide.


Le passo nell'uovo e poi nel pan grattato fino a che le ho ben ricoperte

Nel frattempo scaldo l'olio extravergine e il burro in un tegame e poco per volta friggo le polpettine che servo dopo averle sgocciolate su carta da cucina:occhio che scottano!

e BUON APPETITO!

domenica 10 gennaio 2010

Omaggio ai clic in cucina

ieri sono venuti a trovarci carissimi amici che mi hanno regalato questi magnifici e profumatissimi giacinti blu!!Ormai nel trip da foto in cucina, sono riuscita a coinvolgere anche la mia dolce meta' che si e' entusiasmata. Non tanto per il bollito misto che spandeva il suo profumo nella nostra casa dalle prime luci dell'alba quanto per il pane che ormai e' d'obbligo fatto in casa. Non ho "Ugo" e mi arrangio con il lievito fresco,ieri ho aggiunto noci (nostalgia della Cote d'Azur:-(... peperoncino piccante e una parte al naturale!



sullo sfondo si intravvedono delle splendide cremine di mostarda frullata:ai frutti di bosco, all'arancia e ai fichi ;-P
In particolare quest'ultima era veramente sqqqquuuisita e piccantina!


Per concludere il"solito tronchetto" con la marmellata di marroni!Per la finitura, questa volta mi sono lanciata su una mousse gia' pronta:ho dovuto solo sbattere il preparato con latte fresco ma il risultato e' stato piu' che apprezzato lo stesso.Questa foto e' un omaggio della mia meta' (dolce) dopo aver protestato per l'ennesima quota di zuccheri che dovra' smaltire...Mi manca la documentazione del bollito:per l'ennesima volta ci siamo dimenticati di fare un clic:e che sara' mai, possibile che tutte le volte ci avventiamo senza un attimo di "riflessione".Ottimi anche gli anolini in brodo!E grazie agli amici che ci hanno tenuto compagnia!

venerdì 8 gennaio 2010

ce l'ho fatta!

E' la mia carissssssiiiimiiiisssima amica che anche quest'anno mi ha regalato una cosa unica e anche abbastanza introvabile:il caglio e le reticelle per scolare il formaggio!Cosi', in questa insperata vacanza mi sono buttata nella produzione del formaggio:primo sale ovviamente. Con il latte fresco e crudo, non pastorizzato della nostra zona, appena munto dell'Azienda Agricola Scalzotto Lorenzo "CABRIOLATTE" mi sono buttata alla ventura:non mi e' mancato il sostegno telefonico di Titti e Corri che mi hanno sostenuto nell'esperimento a suon di telefonate...
Per Enrica e Chicca:seguite pedissequamente le indicazioni della Cuoca perche' sono precise e perfette;-))


Ho usato 2 litri di latte fresco, su consiglio della Cuoca per ottenere un po' piu' di formaggio, con il senno di poi me lo sarei mangiato tutto, tiepidino, appena fatto...L'ho scaldato in una pentola fino a portarlo a 39° non un po' di piu' ne un po' di meno...come da consiglio ed ho misurato la temperatura con termometro apposito. A proposito, grazie a Silvia, la mia grande, che aveva abbandonato due mega termometri in una borsa in cantina e, nel Fen shui di quest'estate, sono saltati fuori...chissa' cosa li usava per fare una neo-ostetrica,mah???Chiedero' lumi!Il ritrovamento dei termometri ha poi scatenato l'esperienza PRIMO SALE!

Ho salato un pochino il latte con la "SALAMOIA  BOLOGNESE"che' qualche pezzettino colorato non mi guastava, ho spento il fuoco, aggiunto 24 gocce di caglio ed ho mescolato con il cucchiaio di legno. Ho appoggiato il coperchio ed ho atteso qualcosa di piu' dei 20'-30' indicati
Ho tagliato il latte indurito con una paletta di teflon ed ho lasciato affiorare il siero per 15' quindi, con la frustina di metallo, ho rotto per bene la cagliata:ottimo esercizio di riabilitazione polso!!
Ho scolato con lo scolapasta tutto il contenuto della pentola e la cagliata si e' addensata in tanti fiocchi bianchi che ho strizzato ancora un po' con le mani ed ho messo a sgocciolare nei cestelli
Ho appoggiato poi i cestelli su di una gratella di metallo e li ho lasciati in "sospensione" fino a sera perche' sgocciolassero tutto il siero.
Ne ho salvati solo due, di cestelli, il piccolo avanzo del terzo me lo sono ...sbafato subito!OTTIMO!!!
Da rifare: grazie ancora a Titti

giovedì 7 gennaio 2010

A Saint Tropez

Godutissima sorpresa...arriviamo a Saint Tropez con una spendida giornata e sulla piazza del paese troviamo allestito il mercato:si, quello settimanale per les tropeziennes...in verita' ci sono anche i signori ma indifferentemente tutti muniti di sporta in paglia, quella che io ho sempre usato come borsa per il mare!

La menzione d'onore e' per la "TARTE TROPEZIENNE" questa magnifica torta salata (io ne vado matta!!!)variante della tipica "lorraine". In un guscio di pasta sfoglia c'e' questo morbido ripieno che abbraccia verdure, formaggi e...quantaltro la fantasia ti propone di utilizzare!Son tre giorni che cerco di ricreare questa magia ma...ancora non ci sono riuscita:o il ripieno e' troppo duro, troppo basso, troppo molle...insomma non so piu' a che santo votarmi. Gia' lo scorso anno ero incappata in questa "mistica" esperienza ma poi per fortuna, l'incalzare della vita quotidiana mi aveva distolto. Questa volta ho ancora qualche giorno a casa e...voglio arrivarci in fondo. Ho gia' consultato i soliti riferimenti ma , i risultati non sono soddisfacenti. La ricerca continua!!!!

e per finire un graziosissimo nuovo "oggetto del desiderio":LO VOGLIO SUBITOOOOO!

Da questo momento faremo a gara per andare alla FONTE a prendee l'acqua!mah...

la cena delle Befane e dei Cammelli


Bello, anche se dopo tante feste, ritrovarsi davanti ad un piatto ed un buon bicchiere per farsi due risate e un brindisi all'anno nuovo.L'occasione e' nata da una magnifica confezione di salmone affumicato ricevuta in regalo per natale da Sergio e Luciana: troppo buona!!!!Ma anche tanto grande...cosi' abbiamo organizzato una bella cenetta coi i "soliti" che si fidano degli esperimenti della sottoscritta;-))Dopo tanto tempo ripropongo "TAGLIOLINI ALLO ZAR" come piatto forte, le mie solite schifezzine e...da da dan! idea di Enzo "pepite di pandoro" cioe' bocconcini di pandoro pucciati nel cioccolato fondente temperato.
Si, la foto e' penosa:la macchina ci e' caduta in Francia e...comincia a darci qualche problema,oppure erano gia' i fumi dell'alcool?????! A parte la foto che non rende giustizia, il piatto era very very good.
Per 6 persone: 500 gr di tagliolini freschi (se poi li fai in casa...meglio!)
                       200 gr di salmone affumicato (io ho usato i ritagli delle altre preparazioni)
                         50 gr di burro di latteria
sale, pepe, noce moscata e , solo a chi piace, un cucchiaino di uova di lompo.Uso quelle rosse perche' quelle scure diffondono il colore e...esteticamente non mi piace, anche se il gusto e' invariato anzi...
Mentre metto a bollire l'acqua per cuocere i tagliolini, faccio saltare il salmone nel burro. Uso una padella bassa e larga che possa poi servire a saltarci i tagliolini.Unisco la panna fresca non montata e faccio mantecare il salmone aggiungendo un pizzico di fior di sale, una macinata di pepe nero ed una grattatina di noce moscata. Quando mancano 3/4 minuti alla cottura dei tagliolini, li sgocciolo e li verso nella padella con il salmone e la panna facendoli rigirare ben bene in modo che si impregnino di sugo. Servo nei piatti individuali aggiungendo i pezzettini di salmone in cima ai tagliolini impiattati e, a piacere, ognuno aggiunge le uova di lompo. Bon appetit!
Le pepite di pandoro altro non sono che dei bocconcini di pandoro (alcuni pressati ed altri a triangolino)"pucciati" nella cioccolatiera dove ho fatto fondere 100 gr di cioccolato fondente a pezzettini, dopo averlo temperato. Ho rigirato i bocconcini di pandoro. Li ho stesi su carta da forno e passati in frigo fino al momento di servirli :un paio d'ore!Lo "chef" mi ha detto che forse il pandoro sarebbe stato meglio "bagnarlo" con un po' di liquore...Ci provero' la prossima volta!

Galette des Rois

Nella nostra microvacanza francese, il dolce che aveva maggiore spazio nelle vetrine di piccole e grandi pasticcerie, "depot de pain", casino'...era la GALETTE DES ROIS che contiene al suo interno una fava. Alla persona che la ritrova nella sua fetta,spetta la corona e il titolo di "RE DELLA FESTA".A questo proposito ho trovato ieri un post sul sito del cavoletto dove Sigrid ci dispensa la ricetta completa:vedere per credere:-))

mercoledì 6 gennaio 2010

goloserie francesi

Eccoci  nel nostro studio vista mare e che mare:roccia rossa dell'Esterel,verde della macchia mediterranea e blu del mare...T°13° durante il giorno mentre la sera e la mattina presto intorno ai ! Gradevolissimo stare in giro per mercatini e lungomare :-))





piacevolissima sorpresa "les macarons":bocconi di meringa, colorati con colori per alimenti che abbracciano una specialissima crema "ganasce"

"boules de neige":morbide meringhe chiuse in un guscio di cioccolato fuso ricoperto di cocco...

"vin chaud"=il nostro vin brulee con scorzette di limone
baguettes e pani tradizionali, integrali,con frutta secca...sarà il clima, le lunghe passeggiate o ...la vacanza ma mai detto "buono come il pane" mi e' mai sembrato vero. Non facciamo in tempo a comprarlo che e' gia' finito!
per non parlare poi dei dolci:oltre al croissant mattutino per la colazione i piu' gettonati dalla famiglianza sono i "millfeuilles" e gli "eclaires au chocolat"

FETE DE LA LUMIERE à Saint-Raphael


la FETE  DE LUMIERE di Sain Raphael, in questa versione 2009-2010 è per noi la prosecuzione di una tradzione che si rinnova ormai da tre anni. Siamo infatti ormai al terzo capodanno in Costa Azzurra che, anche questa volta non ci ha deluso, anzi!Lo spettacolo pirotecnico del 31, i mercatini di Noel, le vin chaud, les crepes...erano proprio come ce li aspettavamo, anzi meglio;-))Quest'anno ho trovato anche "les macarons" conosciuti da Mercotte (http://www.mercotte.fr/table-de-matieres/index-des-macarons/ )sulle bancarelle dei mercatini e nelle vetrine delle pasticcerie...bella, bellissima ed emozionante sorpresa. Ma per tornare alla sera dell'ultimo,


Lo spettacolo "PASSAGE ENTRE DEUX FEUX" proposto dalla compagnia LA SALAMANDRE e dall'ATELIER DE L'EVENEMENT lungo la Promenade des bains, ha tenuto i nostri occhi incollati allo spettacolo per una mezzora di fuochi d'artificio, danze con il fuoco che acceleravano e crescevano in intensita' e performances man mano che ci si avvicinava alla mezzanotte!Le fiamme dei fuochi individuali definivano il territorio scenico dei due gruppi di danzatori e danzatrici e invitavano i nostri occhi a seguirne le evoluzioni tenendoli avvinghiati in modo sorprendente mentre si avvicinavano, si allontanavano, creavano cerchi di luce, si nascondevano per lasciar spazio ai fuochi d'artificio che a loro volta danzavano al ritmo della musica che faceva da sfondo ai colori. Il tutto raddoppiato dall'effetto specchio del mare!E poi ancora danze con il fuoco e poi ancora fuochi d'artificio in un dialogo prolungato "tra i due fuochi". Spettacolo unico, nuovo e avvincente come lo era stato quello di due anni fa che sullo stesso lungomare ci aveva piacevolmente sorpreso prima del brindisi conclusivo!Piacevolmente gremito lo spazio antistante lo spettacolo dove, all'improvviso, sono spuntate bottiglie schiumeggianti e bicchieri...per sancire con un brindisi l'arrivo del nuovo anno.
BUON 2010!